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05 Aprile 2010

      

 

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni...

da "I promessi sposi"
di Alessandro Manzoni

 

 

 

E chi se lo aspettava che dopo una fredda e piovosa Pasqua ci fosse un lunedì così caldo e soleggiato?
Ebbene ci ritroviamo, con piacere e per il quarto anno, a festeggiare la giornata di Pasquetta con gli Sadvini e, dopo un insolito appuntamento dei Varesotti al nuovo centro commerciale di Abbiate, partiamo alla volta di Annone per riunire il gruppo e dirigerci verso l’ormai déjà vu lago di Como.
Costeggiamo per un tratto il lago di Annone e, quasi disturbata dai canneti a riva del lago, rimango incantata nell’osservare il panorama circostante, oserei dire quasi alpino, che si riflette nelle sue acque calme.
In realtà il lago è costituito da due bacini, quello più piccolo di Annone appunto e quello più esteso chiamato lago di Oggiono e a separare le acque di questi bacini c’è la penisola di Isella che dà modo al lago di prendere la forma di un cuore.
Mi sono documentata e ho saputo che c’è una buona probabilità di credere che, in tempi antichi, esistesse un ponte romano che univa le due penisole consentendo il passaggio di una strada di grande comunicazione fra Lecco e Como.
Sarebbe stato bello percorrere con i nostri due ruote quell’importante ponte antico, invece proseguiamo per Lecco attraverso strade normali che però, costeggiando il lago di Como, non ci negano di godere del bel panorama lacustre.
Sarà stata la voglia di salire in sella al mio amato Burgman, sarà la bella giornata oppure l’avvicinarsi della primavera, ma tutto intorno appare più bello, più vero, più vivo, la natura sembra risvegliarsi, i prati sono di un verde lucente, gli alberi sono in fiore o colmi di foglie, il cielo è di un azzurro celeste, il sole di un giallo splendente, perfino l’acqua del lago sembra voler parlare con le sue increspature volute dal vento.
Peccato non avere a disposizione la macchina fotografica per immortalare questo spettacolo della natura!
Arriviamo così a Varenna e, seguendo le indicazioni, imbocchiamo la strada in salita a destra che ci conduce al castello di Vezio, nostra prossima tappa.
Parcheggiati i mezzi, ci addentriamo chiaccherando nelle strette viette di Vezio fino alla scalinata in salita che conduce al castello.
Già in lontananza, l’antica fortezza ha tutte le caratteristiche di centro militare strategico nonché punto di avvistamento e, dopo dieci minuti circa di camminata, varchiamo il cancello e davanti a noi si apre, come per incanto, un maestoso panorama di una bellezza unica: il lago di Como in tutto il suo splendore, a sinistra il ramo di Lecco e dritto davanti a noi il ramo di Como.
Le macchine fotografiche non smettono di scattare foto e da adesso anche la mia non smetterà di immortalare tutto ciò che mi circonda fino al rientro.
Proseguiamo nel giardino degli ulivi dove vengono tenuti i rapaci durante il giorno (poveri, legati fanno tenerezza ma sono convinta che sono ben seguiti dal centro di falconeria ) e tramite un portone di legno entriamo all’interno delle mura che circondano la torre.
Sulla torretta davanti a noi, oltre che a godere di un bel panorama, ci sono i resti di un’armatura e di armi ma la mia attenzione va al ponte levatoio che conduce alla sommità della torre e vi posso assicurare che da qui la vista a 360 gradi è ineguagliabile!
Decidiamo di fermarci al castello per il nostro pranzo al sacco e abbiamo la fortuna di trovare sistemazione su una balconata naturale, con tanto di vista spettacolare, lungo il sentiero che porta ai sotterranei che avrebbero dovuto contrastare un eventuale tentativo di invasione naturalmente prima del nostro.
Come in un tradizionale pranzo di Pasquetta non poteva mancare il dolce tradizionale, la colomba, gentilmente offerta da Roberto e Ketty che approfitto per ringraziare.
Come se ne avessero sentito il profumo, ci raggiungono anche gli svizzeri Luca e Pina che da questo momento continueranno il giro con noi.
Ci rimettiamo in sella, anche se per pochi chilometri, fino a Perledo ( e pensare che Edo neanche c’era!) per raggiungere Renato e Mario che, scelto il bar non a caso con vista incantevole sul lago, ci aspettano per il caffè.
Riprendiamo i nostri due ruote, Mario sulla sua nuova Guzzi, e ci rimettiamo in strada verso la nostra successiva meta: il Priorato di Piona.
Dopo un interminabile tragitto in mezzo alla natura su una strada di ciottoli, bagnata e in certi punti pericolosa per i nostri mezzi, raggiungiamo il parcheggio dell’abbazia.
Proseguiamo a piedi e, varcato il cancello, raggiungiamo il complesso circondati da un paesaggio di struggente bellezza, ancora incontaminato ed ombroso che sembra richiamare i tempi lontani, tempi di preghiere e meditazione.
Entriamo nel chiostro quadrangolare dall’aspetto particolarmente armonioso e quieto, subito rimango colpita dalle colonne e dai capitelli estremamente eleganti e diversi uno dall’altro; si respira aria di pace.
Il nostro percorso a piedi continua all’esterno così, dopo aver ammirato il rudere di un abside dietro alla chiesa di S. Nicola, seguiamo la strada in discesa fino ad arrivare al lago.
Siamo proprio sulla punta della piccola penisola Olgiasca che si insinua nel lago creando un’insenatura che le aggiunge fascino e, dopo aver goduto di questa atmosfera tranquilla e di questi paesaggi particolari, ci “mettiamo in moto” verso Menaggio dove, causa traffico intenso e conseguente impossibilità di mantenere la colonna, ci salutiamo proseguendo a gruppetti verso casa e ammirando i panorami all’imbrunire che, anche da questa parte del lago di Como, non sono da meno.

Federica

 
 

 

 

 

 

Le Foto