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6 settembre 2009

 

 

Non ho potuto dire di no, quando mi è stato proposto di scrivere il resoconto ho provato a sostenere che il sottoscritto con “l’itagliano non ci azzecca” ma io e Margherita eravamo troppo in minoranza, unici piemontesi, unici con la moto, unici a cavalcare una Honda , quindi mi dispiace per voi che vi accingete a leggere, non ho potuto dire di no.

In questa giornata era prevista una gita ad Alpe Devero in Val Buscagna e per noi era una ghiotta occasione per rivedere alcuni amici di SADV che, complici le vacanze di agosto, impegni e alcune gite troppo distanti dalla nostra residenza, non incontravamo da un po’ di tempo.

Ma veniamo a noi, per la verità la giornata non è iniziata bene perché, percorsi pochi km da casa nostra, complice l’aria gradevole delle 9 del mattino, la mia andatura medio-lenta, il parabrezza iper- protettivo di Luigina (la mia deauville), la visiera del casco sollevata per godermi i profumi della campagna al mattino, mi sono entrate ben due vespe all’interno del casco ed una di queste prima che la prendessi mi ha punto sulla tempia vicino all’occhio sinistro ……. che dolore …… che bruciore, però almeno adesso so che non sono allergico alle loro punture e in più ho imparato una regola importante: sempre la visiera abbassata!
In ogni caso tra una sosta di verifica per la puntura, un rifornimento ed un caffè , arriviamo puntuali al luogo dell’appuntamento con gli altri Sadvini ovvero Ivan & Fede, Edo & Flora, Claudio & Maura, Paolo & Roberta e Walter & Nadia quindi tra un saluto, qualche risata e altro, verso le 11 riprendiamo il cammino decidendo che era il caso di godersi la splendida giornata costeggiando il lago Maggiore che, da appassionato di laghi quale sono, trovo splendido anche nella caotica confusione delle sue cittadine più rappresentative (Arona, Belgirate, Stresa ecc).
Subito dopo, lasciamo il lago per imboccare la ss del Sempione che ci accompagnerà fino a Baceno, dove ci aspettano gli ultimi sette km segnati dall’attraversamento di due gallerie molto caratteristiche nella loro essenzialità, non presentavano infatti rifiniture sulle pareti ed avevano un manto stradale molto approssimativo , però ….. dai …..tutto sommato il loro attraversamento si è rivelato un interessante diversivo.
Arriviamo quindi, verso le 13, in questo paesino sperduto e raggiungibile solo a piedi, il luogo è molto bello e caratteristico, dà l’impressione del tipico alpeggio, utilizzato durante l’estate per qualche vacanza in totale relax e d’inverno per sciare, ne comprova la presenza di una decina di belle casette ben ristrutturate, un ristorante-bar ed un albergo di tre piani (ma quanti turisti avranno?)
Vista l’ora ci accingiamo a cercare il posto di ristoro, anche guidati dalla musica proveniente da due stranissime trombe di origine credo tirolese, in grado di emettere un suono molto cupo ma udibile da molta distanza. Troviamo quindi il punto di ristoro, le mucche oggetto della festa, ma soprattutto la fila per poter pagare la polenta ed il formaggio, il gruppo quindi con una logistica impeccabile si divide in “quelli che fanno la coda per pagare”, tra cui il sottoscritto e “ quelli che fanno la posta ai tavoli per sedersi”, secondo me questo secondo gruppo ha anche “invitato” qualcuno ad andarsene, pur di liberare i posti a sedere, entrambi le logistiche saranno esemplari perché mangeremo tutti vicini, in contemporanea e seduti.
Nel frattempo che facciamo la coda il buon Ivan scopre, con rammarico, di non avere il dono di potersi sdoppiare in quanto nella fila accanto alla nostra, la golosità gli fa adocchiare una strana piadina con burro e forse zucchero, che diventa immediatamente oggetto dei suoi desideri, ma niente paura, sappiamo che il buon Ivan è pieno di risorse e fascino (adesso poi con quella barbetta …… ), quindi commuove/corrompe una signora a fianco a lui per poter avere questa piadina senza dover fare un’ulteriore coda.
Finito di mangiare lo sparuto gruppo di Sadvini si accinge a visitare il posto, ma dopo aver ammirato la natura che ci circonda e scattata qualche foto di rito, la visita finisce in fretta, andiamo quindi alla ricerca di nuove esperienze, dopo aver scartato la corsa con i pony, si passa all’ammaestramento delle oche e dei cani: per le oche sarà Claudio a dare prova della sua maestria, qualcuno malignamente vocifera che ha esperienza in merito, ma per la verità le nostre oche non hanno dato segno di apprezzare dando luogo a tutta una serie di starnazzamenti di disapprovazione,
mentre Roberta darò sfoggio della sua esperienza con un pastore tedesco anche a costo di rimetterci la felpa ed una scarpa.
A questo punto quindi decidiamo di tornare in sella ai nostri mezzi e di fare un salto alle vicine cascate del Toce, la strada si inerpica su stradine strette e trafficate, ma tutto sommato scorrevoli, fino a quando incrociamo un gruppo di motociclisti che ci intima di moderare la velocità, subito il pensiero và a qualche controllo delle forze dell’ordine, ma poi scopriamo che il trambusto e la coda erano generate da un paio di mucche che avevano invaso le due corsie, insomma le mucche vere e grandi protagoniste della giornata.
La cascata del Toce seconda in Europa per altezza e larghezza del salto, considerata l’ora e quindi la ridotta portata delle sue acque, non ha potuto esibirsi in tutto il suo splendore, ma rimane sempre un grande spettacolo, il piazzale utilizzato come parcheggio era un brulicare di mezzi multicolore a due ruote e anche questo per me era uno spettacolo nello spettacolo, non se la prendano gli amici scooteristi ma le moto erano in netta maggioranza.
Come ben sapete in montagna il sole tramonta in fretta e quando lo fà arriva in fretta anche il freschett , ci guardiamo attorno e valutiamo che siamo gli ultimi ad andare via e che la temperatura è scesa avvicinandosi ai 13°C, quindi inforchiamo i nostri mezzi e ci avviamo verso casa.
I chilometri del ritorno scorrono veloci grazie ai pensieri e ai ricordi che affiorano nella mente sulla giornata spensierata appena trascorsa, peccato è passata velocemente, ci rivedremo alla prossima , ( come suol dire ), con la speranza che sia al più presto perché l’autunno e l’inverno arriveranno in fretta …....... e saranno lunghi.

Un lampeggio a tutti
Beppe


 

 

 

 

 

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