Home Page


Domenica 19 Ottobre 2008

     
 

 

Scooter Adventure: Missione Calosso

Resoconto By Virgilio



Domenica, diciannove ottobre, a otto ‘agenti’ fu assegnata una difficile missione: verificare la genuinità enologica dei vigneti di Calosso e frazioni.
I quattro equipaggi prepararono la strategia d’azione, decidendo di raggiungere l’obiettivo senza dare nell’occhio, così, a differenza di altre sortite, ognuno raggiunse il luogo di rendez-vous in solita-rio.

Appuntamento a Boglietto, ore undici.
Virgilio e Nicole, sulla loro scooterina arancio (sempre per non dare nell’occhio), giunsero in ritar-do di mezz’ora, complice l’essersi smarriti tra le colline di Mongardino, appena fuori Asti. Effettivamente, la vista dei colori autunnali della campagna, in una sequenza di verdi, gialli ocra, rossi e marroni, condita da curve e saliscendi dal meraviglioso gusto motociclistico, ha portato l’equipaggio novarese a indugiare in una danza simile a un valzer stradale…
A Boglietto, i pazienti Paolo, Mara, Marco e Antonella attesero raccontandosi il viaggio. Pare che l’equipaggio del Canavese avesse messo a segno un record di velocità, ma si sa che Marco ha il polso destro sempre ‘ruotato’ verso l’alto.
Una volta riuniti i sei sadvini si avviarono verso il loro primo vero ostacolo: affrontare l’enoteca di Ezio Negro!
Ma non eravate in otto, vi domanderete?
Già, è vero, infatti, appena parcheggiate le nostre fide moto, ecco letteralmente apparire Dario e Silvia, sulla loro tecnologica BMW GS-1200: che abbiano a bordo un dispositivo di rifrazione della luce, che li rende invisibili, stile James Bond?
Appena riuniti gli otto intrepidi sadvini, si dedicarono anima e corpo alla missione.
S’iniziò con un Chardonnay (fermo e vivace), passando per il Dolcetto (normale e barricato), proseguendo per la Barbera (normale e barriccato), chiudendo con la Barbera in fase di maturazione. Il nettare degli dei fu accompagnato da grissini avvolti in salumi e olive.
Tutti furono d’accordo sulla bontà di tutte le qualità di vino e, nonostante qualche ‘effetto’collaterale, lasciarono il gentile produttore per recarsi a Calosso, per proseguire l’indagine.
Parcheggiate le moto, per risparmiare il fisico, in previsione di successive degustazioni, raggiunsero la meta usando il busnavetta.
Calosso è uno splendido paesino di circa duemila abitanti, arroccato su una collina a trecentocinquanta metri sul mare, da alcuni ‘balconi’ è possibile spaziare sul Monferrato, in un caleidoscopio di colori, immersi nella natura accesa dall’autunno.
La fiera del Rapulè aveva attirato una vera e propria folla, la visita ai vari crutin impegnò diverso tempo per superare la fila di persone, in attesa di assaggiare i vini e leccornie preparate: dallo sformato di peperoni, alla raclette (sì, c’erano anche gli svizzeri), dagli agnolotti, alle frinciule, passando per i dolci come lo zabaione al moscato con biscotto, al bonet e torta di nocciole. Ovviamente il tutto annaffiato da Barbera, Dolcetto, passito e, per Marco (incredibile), anche Bracchetto.
Purtroppo la confusione e la missione assegnata impedirono alla pattuglia di visitare il castello e la parrocchiale, che sicuramente avrebbero meritato.
Nel tardo pomeriggio, esausti per tanto impegno, decisero di rientrare. Questa volta, complice lo stomaco appesantito (e la strada in discesa), preferirono una sana, seppur breve, passeggiata per raggiungere le moto.
Dopo i saluti di rito ognuno si avviò verso la propria residenza, tutti concordi nell’affermare che Calosso aveva superato il test: vino e libagioni meritano una visita appropriata…

 

 

 

 

 

Le fotografie by Paolo