Tour in Germania dal 22 al 24 giugno 2007

 

 

 

Il Resoconto by Federica

 

I giorno

 

Ore 7:10  Vedo in lontananza l’elefantino blu! No, non pensate che io sia ancora sotto l’effetto della birra, non è così! L’elefantino blu è l’autolavaggio dove noi “Varesotti” abbiamo appuntamento per partire alla volta di Bellinzona .

Comunque puntuali come non mai e carichi come sempre, non di bagagli ma di entusiasmo, partiamo per il valico svizzero di Giaggiolo e, rispettando i severi limiti di velocità, raggiungiamo una sorta di autogrill svizzero a Bellinzona dove abbiamo appuntamento con i “Milanesi” che arrivano poco dopo.

Ma cosa vedo? Una mucca rossa? Tranquilli, è vero che non ho fatto ancora colazione, ma non è un’allucinazione, c’è la foto a testimoniare e vi invito a guardarla per togliere qualsiasi ombra di dubbio… ne va della mia credibilità!

Vista la varietà di proposte commestibili decidiamo di fare colazione: brioches, torte, dolci strani, caffè, cappuccini, the, succhi d’arancia e chi più ne ha più ne metta hanno riempito, in un batter d’occhio, i nostri tavolini! Ma è ora di partire e… non credo ai miei occhi! Non ci crederete ma una balena bianca sta innaffiando le nostre moto! Dai, questa volta scherzo, più semplicemente piove e, coperti ben benino ci mettiamo in sella.

 

  

 

Ora seguitemi bene perché so che potrei perdervi per strada.. . pronti? Allora partite con me!

Lungo la strada passiamo Roveredo, Lostallo dove, quasi per scherzo, per qualche chilometro si sente l’odore acre di stalla, invece ci affascina a Mesocco la vista del suo bel castello in cima al cocuzzolo della montagna, poi Pian San Giacomo e penso”San Giacomo fai piovere piano!” e San Bernardino continuo il mio rosario visto che anche la temperatura nel frattempo è scesa a 9°C.

Finalmente la galleria del San Bernardino, dove all’interno in una piazzola, ci fermiamo per scaldarci un po’ e poi fuori ancora.

Hinterrhein, ininterrottamente continua a piovere, Nufenen non finisce più, Medels magari qualcuno mi desse una birra Splugen la berrei volentieri se Sufers non soffrissi così tanto per il freddo, Rofla-Avers tutto sembra esserci avverso (anche Rofla), Andeer andiamo avanti sempre fiduciosi, ma Zillis caspita se continua a piovere , sembra proprio di essere a Viamala e per di più Ivan Thusis tossisce e Rothenbrunnen piove ininterrotamente, Bonaduz impreco fai smettere, Reichenau così ci rilassiamo un po’ se no qui Chur ci dovremmo curare tutti di influenza.

Qualcuna è bagnata fino alle Zizers, qualcun altro fino a Landquart, io Maienfeld mai stata così conciata. Poi il cartello “Bad Ragaz”… cattivi ragazzi a noi? Trubbach, scherziamo? Sevelen se veleno i cartelli svizzeri vogliono “iettare”, io Vaduz in Liechestein.

Qualche Buchs sull’autostrada mi fa picchiare la schiena sul bauletto e Haag urlo nel casco ma non mi sente nessuno, Seenwald se mai qualcuno Obberiet aprisse la visiera del casco Kriessern crescerebbe l’incazzatura Widnau visto che Au ora piove ancora.

Ma noi a Lindau, lì andiamo (a Lindau intendo) dove facciamo sosta pranzo frugale in una fornita e particolare panetteria per poi goderci una passeggiata nel centro: nonostante è sabato e l'ora di pranzo è ormai passata da un pezzo, la gente è poca e noi riusciamo ancor meglio ad apprezzare le vetrine e le bellezze della città.

 

        

 

Ma Fussen con il suo castello delle fiabe ci aspetta e noi, impazienti di vederlo, tiriamo dritto, non sarà certo la pioggia a fermarci! E voi invece ce la fate a continuare la lettura?

Alla vista del candido castello di Neuschwanstein, che tra l’altro ha anche ispirato Walt Disney, rimaniamo a bocca aperta: sembra fantastico, quasi magico, degno della Bella Addormentata nel bosco!

Parcheggiamo i due ruote fuori dall’hotel che si trova proprio alle pendici del castello e ci salutiamo con Jek e Giuly che da Udine, seguendo un altro percorso, sono arrivati poco prima di noi, belli e asciutti: siamo contenti di rivederli, ormai sono dei nostri a tutti gli effetti!

Sotto le indicazioni della bella proprietaria dell’albergo (sarà un caso che la bella ragazza parla anche l’italiano o la prenotazione qui sarà stata calcolata? Mi rimane il dubbio!) ci incamminiamo a piedi nel bosco per raggiungere il nostro primo castello.

Quasi per incanto smette di piovere, sulla strada persone a piedi, in carrozza o sui pulmini fanno quasi a gara per assicurarsi la visita, ma i nostri biglietti sono stati prenotati dall’Italia e quindi siamo tranquilli! (grazie Ivan!)

All’entrata ci consegnano una sorta di cordless “parlante” italiano che ci guida nelle varie sale spiegandoci l’affascinante storia del castello di Neuschwanstein voluto da re Luigi II (un genio!) che però mai ci abitò (un pesce!) in quanto alla sua morte il castello era ancora in fase di costruzione.

Le foto all’interno delle sale sono vietate e purtroppo ci limitiamo a scattarle dall’esterno, in particolare dal ponte sospeso Marienbrucke da dove si gode di un panorama straordinario: magia nella magia! Sul suo sperone di roccia, immerso tra gli abeti, guarda dall’alto alcuni laghi e una valle stupenda con lo sfondo delle Alpi. Guardate le foto e capirete cosa intendo dire!

 

           

 

A piedi, stanchi ma soddisfatti, torniamo nel nostro bellissimo hotel dove ci rilassiamo prima di cena. Colgo l’occasione per ringraziare Walter e Alex che hanno provveduto dall’Italia alla prenotazione degli accoglienti alberghi di questo tour.

La sala del ristorante è caratteristica e il menù non è da meno: le birre sono d’obbligo (tranne per Giuly che in questi giorni si carburerà d’acqua!) stinchi, goulash, patate, crauti e senape a volontà!

Non mi voglio dilungare più di tanto, ma sapete bene tutti che dolci, caffè, grappe sono a conclusione di tutti i nostri banchetti!

Dopo che alle donne vengono regalati i nuovi capellini firmati Scooter Adventure e proprio all’ora di cena, scopriamo che la nostra Giuliana di Udine è un’ ottima mediatrice culturale e da adesso anche il tedesco è pane per i nostri denti!

Per concludere bene la serata, visto che ha anche smesso di piovere, decidiamo di prendere i taxi per andare alla città vicina di Fussen a fare due passi: ormai è tutto chiuso, solo qualche bar è ancora illuminato ma il fascino delle viuzze deserte e delle case color pastello dai tetti tremendamente aguzzi è sicuramente rimasto vivo nei nostri ricordi.

La notte, in queste circostanze, è fatta per riposare e, stanchi, ne approfittiamo.


        

     

 

 

II giorno

 

Ben colazionati ma un po’ scoraggiati, visto che fuori piove ancora, ma soprattutto per la perdita di due navigatori letteralmente annegati, partiamo alla volta di Shongau e ne approfitto per ringraziare Walter, Ivan e Roberto che si sono dati da fare per guidare la colonna anche senza l’aiuto della tecnologia!

Immense distese di campi verdi su cui pascolano non indifferenti greggi di mucche, qualche casetta e qualche albero qua e là ci accompagnano in questo nostro tragitto e la pioggia, quasi per farci apprezzare di più il panorama, diminuisce pian piano fino a cessare completamente!
Visitiamo a piedi Shongau e ci divertiamo a scattare qualche foto: il centro è bello e pieno di gente, oserei dire nessun turista.
Passeggiando per il centro storico, che gira tutto intorno a Marienplats, incontriamo la Ballenhaus, famosa casa bianca tardo gotica dal caratteristico tetto, la Polizeidienerturm ovvero la torre della polizia alta m. 17.25 e per finire visitiamo la luminosa chiesa parrocchiale ricca di affreschi e stucchi.

 

        


Ripartiamo poi alla volta di Landsberg che raggiungiamo dal ponte sul fiume Lech.
Il cuore della cittadina è la Hauptplatz dove non si può non notare il municipio Rathaus dalla facciata decorata con pregevoli stucchi, la fontana Marienbrunnen al centro della piazza e la Bayertor, porta e torre che permettono l’accesso al centro storico ricco di edifici in stile roccocò.
Ne approfittiamo per fare pausa pranzo che si è tradotta quasi per tutti in un buon gelato artigianale all’italian style!
Uscendo dalla cittadina, sulla riva sinistra del fiume, facciamo sosta-foto alla fiabesca e impossibile non vedere Muttermturm, torre dalla cupola gialla alta ben 30 m. oggi adibita a museo e subito ci rimettiamo in sella per raggiungere Ausburg .

 

        


La piazza centrale di Augusta è addobbata a festa con palchi, bancarelle, striscioni e forse perde un po’ del suo fascino, ma passeggiando per il centro riacquista punti e decidiamo di visitare il particolare quartiere dei poveri risalente al 1514.
Sembra un mondo a sé, pulito, tranquillo, silenzioso: 67 case a due piani che un tempo ospitavano gli abitanti poveri della città, la piccola e intima chiesa, la semplice fontana.
Entriamo a visitare anche una casa modello: non manca niente, c’è tutto il minimo indispensabile e personalmente credo che non sarebbe male trascorrere qui un week-end in tutto relax, insomma io non fuggirei da Fuggerei anzi…

 

        


Passiamo così da questa realtà quasi surreale per i nostri tempi, al caos di Monaco, e trovato subito l’albergo in pieno centro, decidiamo di rilassarci un po’ nelle camere in previsione della serata, già perché vogliamo mangiare e gustare della buona birra alla mitica “Hofbrauhaus”.

Facciamo un po’ di coda per entrare nella birreria più pazza di Monaco ma ne vale la pena: 1500 posti a sedere (di cui i nostri 12 praticamente riservati!), musica dal vivo e fiumi di buona birra!!!

Prendiamo subito confidenza con il locale e i suoi abitanti (soprattutto i maschietti!) e, con l’aiuto di Giuly, ordiniamo tanto per cominciare 11 litri di birra, uno d’acqua e diverse specialità culinarie davvero squisite!

Non è certo questo il locale per conversare, anche se qualcuno ci tenta, ma non abbiamo certo problemi a calarci nella parte e a diventare parte attiva della serata (ormai siamo esperti!) relazionando, chi più chi meno, con la gente del posto.. e non vi dico cosa ne è uscito fuori, forse neanche le foto rendono l’idea!

Peccato che i locali a Monaco chiudono presto (alle 23.30 da noi la serata inizia!) ma forse, e dico forse, è stato un peccato di bene!

Ma vi siete accorti che alcune lettere sono evidenziate in neretto? O forse siete talmente entrati nella parte e avete immaginato di bere tanta tanta birra che non le avete notate? Non è un errore, e allora scoprite un po’ il mio messaggio segreto, fate il possibile per rispondere e poi passate alla lettura dell’ultimo giorno! Invece tu Ivan  non perderti inutilmente con i miei giochini stupidi!

 

   

 

 


 

III giorno

 

Ore 8,30 a differenza di quanto si potesse pensare, eccoci qui puntuali, belli con il sorriso ancora stampato in faccia e pronti per partire alla scoperta di nuove mete.
La giornata è bellissima e in programma questa mattina c’è il castello di Nymphenburg a Monaco che intravediamo maestoso e raggiante già dal ponte lungo la strada. Ci prepariamo per la visita delle grandi sale che, grazie sempre all’ausilio del cordless, acquistano la loro giusta importanza valorizzate ancor più dai mobili d’epoca, dipinti e arazzi unici nella loro specie. Qualcuno spazientito dal caldo, quasi insopportabile all’interno della reggia, si incammina verso l’esterno.
Il parco fiorito, curato nei minimi particolari e popolato da oche, anatre e cigni nel laghetto, merita proprio di essere immortalato, quindi ne approfittiamo per scattare anche qualche foto di gruppo.
 

     

 

Ci rimettiamo in sella per raggiungere un paesino di montagna davvero particolare: Oberammergau, definito la “cartolina della Baviera”.
Facciamo un primo giro del paese ancora in sella ai nostri mezzi proprio per avere una visione generale e lo spettacolo incomincia: rimaniamo incantati nel vedere la bellezza delle sue case splendidamente affrescate con temi prevalentemente religiosi e delle sculture in legno di artisti divenuti famosi in tutto il mondo.
I negozietti aperti attirano come le calamite la curiosità delle donne e il gruppo si divide per riunirsi più tardi al parcheggio.
 

     

 

Vista la vicinanza al castello di Linderhof, non possiamo perdere la sua visita.
Il meraviglioso giardino con le sue perfette geometrie, le fontane, le sontuose statue, fa cornice al piccolo castello: un concentrato di bellezza!
 

 

     

 

Non ci lasciamo sfuggire niente, ma la fame si fa sentire quindi, ripresi i mezzi, ci dirigiamo a Garmish, la nostra ultima tappa prima del rientro in Italia.
Garmish oltre ad essere la località sciistica più famosa della Baviera è anche conosciuta per la sua mondanità e per il paesaggio veramente incantevole. Comunque che doveva essere un pranzo veloce si è tramutato in un allegro banchetto in un locale tipico, prolungandosi però più del dovuto.

 

     

 

 

Si è fatto tardi, ci salutiamo a malincuore con Jek e Giuly che raggiungeranno Udine passando per la strada da dove sono venuti e noi idem dall’altra parte.
Arriviamo al passo del San Bernardino verso le 20,45 e qualche goccia cade sul nostro casco obbligandoci ad indossare più per precauzione le nostre tute antiacqua. Ormai le condizioni atmosferiche, comunque discrete in questo viaggio, non sono più fattore fondamentale e procediamo.
L’ultimo saluto anche fra i varesotti e milanesi all’autogrill di Bellinzona e poi dopo 1150 km chi più chi meno, in tre giorni, finalmente ….casa dolce casa !