Home Page


Domenica 29 Luglio 2007


 

 

 

Un breve itinerario immersi nei boschi per raggiungere “un paesino dipinto” e visitare le sponde orientali del lago Maggiore.

Il giro inizia da Gavirate, sulle sponde del lago di Varese. Percorriamo l’autostrada A8 in direzione Varese, usciamo allo svincolo di Gavirate e percorrendo un tratto di strada che costeggia il lago passiamo per la frazione di Voltorre famosa per il suo Chiostro per poi dirigerci verso Cittiglio, immergendoci nella fitta vegetazione presente sulle colline vicine.
All’inizio del paese abbandonata la statale e girando a destra in direzione Vararo, saliamo lungo la stretta strada immersa nei boschi, cominciando ad apprezzare l'ambiente circostante che cambia in continuazione. La carreggiata stretta ci obbliga a mantenere un'andatura prudente, permettendoci di godere appieno del paesaggio. Procediamo per una quindicina di chilometri tra i boschi, prestando attenzione alle auto provenienti dalla direzione opposta a causa della strada stretta. Si ha la sensazione d'essere arrivati in una località straniera, in realtà siamo meno di un'ora da Milano. Arrivati alla sommità del colle si può ammirare il Lago Maggiore da una prospettiva incantevole che in una giornata così limpida, permette di vedere le due sponde che si spingono nel territorio elvetico confinante.
Da lì prendiamo la deviazione per il passo del Cuvignone e scesi lungo l'altro versante della collina giriamo a destra per giungere ad Arcumeggia e ammirare le facciate delle abitazioni decorate con dipinti realizzati da apprezzati artisti italiani. Arcumeggia è considerato il più importante "Paese Dipinto", e deve la sua celebrità ai pittori dedicatisi nelle decorazioni. Le ridotte dimensioni del paese, richiedono poco tempo per la visita delle opere a cielo aperto, dopo di che riprendiamo il giro verso il fondovalle della Valcuvia.
Da Arcumeggia arriviamo a Casalzuigno, proseguendo, giriamo a sinistra in direzione Luino per giungere a Mesenzana.
Pur essendo immersi nella natura, gli scenari offrono delle sensazioni diverse da quelle provate prima, per via degli spazi più ampi che cambiano l'impatto visivo.
Arrivati a Maccagno prendiamo la deviazione a destra per il Lago Delio e Passo Forcora, un’altra strada stretta, a curve e panoramica la quale ci offre scorci e vedute mozzafiato del lago.
Prima di arrivare al lago Delio facciamo una fermata in una piazzetta chiamata balcone del lago, dove si può ammirare il lago Maggiore in tutta la sua lunghezza, lo spettacolo è davvero affascinante e vista l’ora decidiamo di accamparci per sosta pranzo. Detto, fatto, in pochissimi minuti tutto è pronto, neanche il tempo di appendere lo striscione alla ringhiera del balcone, che le donne hanno già steso le coperte sul prato ed apparecchiato. Si mangia !!! Inutile dire che più che in pic-nic sembrava un banchetto…c’era di tutto e di più. Terminato il pranzetto tra una battuta e l’altra, ci rimettiamo in sella per arrivare al lago Delio. Luca nel frattempo ci saluta, “l’amore lo chiama” e così prende in solitaria la strada per il ritorno…. Arrivati al lago, scopriamo che l’idea della sosta pranzo anticipata è stata un’ottima scelta, perché la folla aveva occupato gran parte degli spazi a disposizione, così proseguendo fino a fine lago facciamo un break al baretto per una bibita.
Per il ritorno scegliamo di passare per la Svizzera, facendo una sosta in dogana per vedere se c’era la nostra amica Pina, ma “è di libero” quindi proseguiamo per Pontre Tresa e la Valganna.
Il giro termina a Ghirla, con la sosta merenda e gelato, poi tutti verso casa con un totale di circa 150 km che ci hanno permesso di apprezzare le bellezze naturali e artistiche a pochi passi da casa.

 

Ivan

 

 

 

 

Le fotografie